goalQuesti Mondiali di Brasile 2014 resteranno nella storia per l’elevata tecnologia adottata, in particolare, per aver risolto l’annoso problema del classico ‘gol-non gol’, ossia quel momento particolare in cui il pallone, calciato da uno dei giocatori, finisce, per una frazione di secondo, al di qua od al di là della linea della porta avversaria. E’ gol o non è gol? Nella storia dei Mondiali di calcio sono stati parecchi i casi difficili da decifrare, casi che hanno di fatto talvolta ribaltato i pronostici calcio migliori, come una partita vinta dall’Inghilterra ai danni della Germania nel Mondiale di casa del ’66, che valse la vittoria nella finale ai tempi supplementari. Quella finale finì poi 3-2 per gli inglesi, che davanti gli occhi dei propri tifosi e della Regina, poterono cantare ‘Goal save the Queen’. Ma i tedeschi non la presero bene: quel tiro entrò o no nella porta della Germania, scippandola di fatto della sua ipotetica 4^ coppa del mondo? Il caso più eclatante della Storia dei Mondiali di Calcio, ma destinato a rimanere tale, perché oggi, con la tecnologia della ‘Goal Line Technology’ tutto ciò non può più verificarsi.

E quella difficile decisione per arbitri e guardalinee, la prenderà un computer, con un database coadiuvato da sette telecamere che, posizionate sulle linee della porta, consegnano migliaia di fotogrammi al minuto. Restituendo il gol al calciatore che ha realmente segnato o strappando la gioia dalla gola di un giocatore che invece non lo ha fatto. Di fatto, modificando quantomeno la percezione dei risultati finali, rispetto al passato: quanto sarebbe finita con la nuova tecnologia la finale di Inghilterra ’66?

Ma la tecnologia aiuta davvero? La risposta appare scontata, ma provate a chiedere ai tedeschi cosa ne pensano, oppure ai poveri equadoregni, che proprio in questo Mondiale hanno visto assegnarsi un gol contro (autogol per le statistiche e per gli amanti di scommesse e pronostici calcio) proprio da questa, strana, tecnologia. Infatti, durante Francia-Honduras, prima gara del girone dei ‘Galletti’, Benzema, autore dell’1-0, tirava alla fine del primo tempo verso la porta del portiere sudamericano, colpiva il palo, la palla attraversava la linea di porta senza varcarla mai, per poi sbattere sull’avambraccio del portiere e varcare quella striscia bianca per meno di un secondo. L’arbitro non aveva visto nulla, il guardialinee neanche, ma l’orologio, direttamente collegato alla nuova tecnologia, ha deciso: “Gol!”. E così è stato.

Ma la nuova tecnologia non porterà via le lamentele, s’è vero che neanche l’allenatore dell’Honduras s’è fidato delle telecamere e dell’orologio ‘smart’ dell’arbitro. Il 2-0 francese di questi mondiali di Brasile 2014, poi seguito dal terzo gol dello stesso Benzema, è entrato negli annali della storia del calcio, come il primo gol-non gol deciso dalla tecnologia.

E adesso, provate a dire agli scommettitori ed esperti di pronostici sui Mondiali che quel gol dell’Inghilterra non era valido, oppure ditelo ai tedeschi: la fortuna di questa new technology (o la sfortuna) è che non è per nulla retroattiva. Con buona pace di tutti.