Stando agli ultimi dati forniti da Istat, nel mese di dicembre in Italia l’inflazione è rimasta stabile allo 0,9% per l’indice nazionale e in abbassamento di un decimo di punto percentuale all’1% sulla misura armonizzata. Nel mese, i prezzi sono cresciuti di quattro decimi di punto sul NIC e di tre decimi di punto sull’IPCA, con un dato statistico che è risultato essere sostanzialmente in linea con la maggior parte delle previsioni degli analisti.

Per quanto concerne un livello di maggiore dettaglio, emerge come la crescita dei prezzi su base congiunturale (in base all’indice NIC) sia riconducibile in misura prevalente ai trasporti (+1,4% su mese) e alle spese per cultura e tempo libero (+1,3% su mese). Entrambi i capitoli sono evidentemente condizionati in misura decisiva da fattori stagionali.

Anche i listini alimentari sono cresciuti, anche se in maniera più lieve, pari a + due decimi di punto. Viceversa, gli unici comparti che registrano una diminuzione moderata dei prezzi sono stati quelli dei servizi ricettivi e di ristorazione (-0,2% su mese) e abbigliamento e calzature (-0,1% su mese).

L’inflazione di fondo è rimasta stabile (dopo la diminuzione dei due mesi precedenti), a 0,4% su base annua. Si tenga in merito conto che l’inflazione al netto dell’energia è diminuita a 0,3% su anno da 0,6% su anno, come dato precedente. In calo il c.d. “carrello della spesa”, che comprende beni alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona, nonché l’inflazione sui beni a più alta frequenza di acquisto (a 1,3% su anno da 1,6% su anno di novembre e a 1,5% su anno da 1,7% precedente, rispettivamente).