Il dollaro statunitense ha chiuso le negoziazioni della settimana passata in calo con una prestazione che è stata penalizzata dalla perdurante incertezza esistente in merito all’andamento futuro dell’iter di riforma fiscale, e traendo solo brevemente beneficio venerdì pomeriggio dalla pubblicazione dei dati USA sul settore immobiliare, che hanno sorpreso positivamente le aspettative della maggioranza degli analisti, mostrando una forza relativamente convincente.

Per quanto attiene questa settimana, occorre ricordare come i pochi appuntamenti macro dei prossimi giorni si concentreranno entro mercoledì, poiché giovedì i mercati saranno chiusi per il Thanksgiving: su tale fronte, occhi aperti mercoledì alla pubblicazione dei dati sugli ordini di beni durevoli, attesi positivi, mentre sul versante della Federal Reserve ancora nella giornata di mercoledì è in programma un intervento di Yellen e, in serata, verranno pubblicati i verbali del FOMC, che dovrebbero confermare la prospettiva di un rialzo dei tassi a dicembre segnalando però ancora incertezza sul numero di rialzi da fare nel corso del prossimo anno a causa della dinamica dell’inflazione. Tutto ciò, unitamente all’incertezza sulla riforma fiscale, potrebbe complicare il recupero del dollaro dopo il calo delle ultime due settimane.

Dal canto suo, l’euro ha chiuso la scorsa settimana in parziale rialzo sul dollaro, capitalizzando proprio sui fattori di debolezza della valuta verde, ma traendo beneficio anche dai buoni dati sulla crescita dell’area euro, salvo poi correggere sui mercati asiatici, anche a causa del fallimento dei negoziati in Germania per formare una coalizione di governo dopo che i liberali di FDP hanno abbandonato il tavolo negoziale per i contrasti con i Verdi.