Quando una società vuole raccogliere fondi per i suoi piani di espansione, “diventa pubblica” facendo un’offerta pubblica iniziale (IPO) di azioni ordinarie. Da quel momento, inizia ad essere negoziabile, con le sue azioni che possono essere acquistate e vendute.

Si tratta di un processo familiare se hai seguito le IPO di alto profilo, come quelle di Facebook o di Twitter, e altre società di particolare importanza. In genere, l’importo della società venduta è solo una frazione della sua proprietà totale, e quindi il prezzo impostato per l’azione (determinato dalle offerte aperte una volta reso pubblico) inluenza il valore dell’intera società per estensione.

Ma che cosa determina il prezzo delle azioni? Una volta completata l’offerta, il prezzo delle azioni può muoversi indipendentemente dal successo effettivo dell’azienda; un esempio attuale è il prezzo delle azioni per Tesla, una società che potrebbe essere ancora molto distante dalla redditività, ma che in realtà continua a garantire ottime opportunità sui mercati azionari.

In linea di massima, le variazioni di prezzo riflettono i movimenti dell’offerta e della domanda, quindi quando un’azione è ritenuto “desiderabile” per qualsiasi ragione – per un successo recente, perché appartiene un settore industriale forte, o perché semplicemente è “popolarità” – allora il suo prezzo sale. All’altro estremo, investitori “di valore” come Warren Buffett sono specializzati nella ricerca di titoli impopolari in industrie dimenticate che hanno ancora guadagni e un solido futuro, comprandoli (o comprando l’intera azienda, come spesso fa Buffett) e aspettando che il prezzo possa salire.