muskrat-931627_960_720I cambiamenti climatici indotti dalle attività umane hanno prodotto la prima vittima. In altri termini, se preferite, per la prima volta nella storia è stato possibile verificare che l’estinzione di una specie animale è stata provocata dall’uomo, e dal suo scellerato comportamento che sta danneggiando in modo irreparabile l’ambiente.

A farne le spese è il melomys rubicola, un roditore che viveva soltanto su una piccola isola corallina situata nello Stretto di Torres, fra l’Australia e la Nuova Guinea. Apparentemente, pertanto, una scomparsa della quale nessuno si sarebbe accorto. Tuttavia, non è certo una scomparsa irrilevante: per gli scienziati dell’Università del Queensland, infatti, la scomparsa del roditore è determinata dal fatto che l’habitat in cui viveva è stato progressivamente cancellato dall’innalzamento del livello del mare.

Di fatti, l’atollo sul quale viveva indisturbato il povero roditore aveva una lunghezza di soli 300 metri e una larghezza di soli 100 metri. Ebbene, a causa dell’innalzamento del livello del mare, l’isolotto ha subito numerose inondazioni, fino a distruggere il 97 per cento del loro ecosistema negli ultimi dieci anni, e conducendo pertanto il roditore alla sparizione.

I ricercatori sottolineano inoltre come il melomys rubicola era il più isolato fra i mammiferi australiani, e che fu individuato per la prima volta dai ricercatori naturalisti europei nel lontano 1845, quando fu descritto come un grosso topo. Nel 1978 erano diverse centinaia gli esemplari sull’isola, mentre l’ultimo avvistamento risaliva al 2009. Ora, purtroppo, l’accertamento della sua scomparsa, e una nuova macchia sulla coscienza dell’uomo.