fontana di trevi romaA sentire  che l’Italia da diversi anni ha perso il suo primato nella classifica dei paesi per turismo fa un certo effetto. Se l’Italia trenta anni fa infatti era la prima scelta del turismo in tutto il mondo ora è al 5° posto dopo Francia, Usa, Cina e Spagna. Forse, infatti, non esiste alcun paese al mondo che racchiude insieme così tanta varietà di bellezze storico-artistiche, ma anche naturali, ma soprattutto così varie. Oltre  al nostro patrimonio artistico ed architettonico, infatti, l’Italia possiede tra i mari, i monti, e le campagne più belle del mondo, in una ricchezza e varietà di paesaggi che non ha pari in nessun altro posto del pianeta.

Rilanciare il turismo in Italia valorizzando questo inestimabile patrimonio sarebbe inoltre un’importante fonte di finanziamento ed un motore che potrebbe contribuire alla ripartenza del nostro paese, generando ricchezza e posti di lavoro.

Sono molti gli imprenditori che da anni si battono nel tentativo di rilanciare l’immagine del nostro paese nel mondo e che sono grandi estimatori delle bellezze italiane: possiamo ad esempio leggere gli aggiornamenti su Francesco Corallo, che sul suo blog si è spesso prodigato elogiando le bellezze della nostra terra o i tentativi di Della Valle di riqualificare il Colosseo o da ultimo la decisione di Bulgari di donare una somma di denaro per il restauro della Scalinata di Trinità dei Monti.

Gli imprenditori dovrebbero forse far capire al governo l’importanza di queste tematiche dal momento che attualmente l’Italia se consideriamo la classifica dei governi che ritengono prioritaria l’industria turistica ricopre solo il 79° posto (contro il decimo della Spagna).

Lo specchio di questi dati è un patrimonio artistico poco valorizzato, così come quello naturalistico.

Infatti i siti statali hanno ogni hanno un numero di visitatori che è la metà di quelli non statali, ed inoltre questi visitatori sono per oltre la metà raggiunti grazie a solamente 8 strutture (Colosseo, Uffizi, Pompei, L’accademia, Castel S. Angelo,…). Come non prendere ciò come il sintomo di un preoccupante stato di mala gestione?

Ma anche sulla valorizzazione delle bellezze naturali ci sono molti problemi il mezzogiorno ad esempio non sembra saper far fruttare e conoscere le proprie spiagge, che sono tra le più belle del mondo: l’incidenza del turismo internazionale in questa zona è molto basso, ancora di più che del nord Italia. Molte regioni sono poi poco accessibili, ad esempio sono sprovviste di voli low cost.

Un’Italia allo sbando, che lascia crollare Pompei pezzo per pezzo, o che ad esempio, molto spesso lascia sconosciute ed inaccessibili le bellezze archeologiche della Magna Grecia, quasi impossibili da raggiungere, sprovviste di un’adeguata segnaletica e spesso di infrastrutture agevoli che possano collegarle.

Un ultimo, quanto importante problema dell’Italia è la poca presenza sul web per l’offerta turistica: in questo senso il nostro paese si è mosso tardi e male, e questo sicuramente gli ha precluso un importante fetta di mercato. Una presenza che adesso inizia a farsi sentire.
Quello che è da augurarsi è che presto si capisca come una delle possibili vie di ripresa potremmo avercela proprio sotto gli occhi: se infatti si impiegassero correttamente le risorse per una riqualificazione del nostro territorio questo genererebbe flussi turistici in grado di far risvegliare le economie locali, e forse, anche lentamente quella nazionale.