Stando a quanto riporta un recente studio condotto da Rob Hobson, direttore della Healthspan Nutrition di Londra, la flessione dei quantitativi di vitamina D può influire non solamente su ossa e cervello, ma anche sulla passione, sul desiderio sessuale. L’analisi in questione ha infatti dimostrato un incremento della libido nel caso in cui la vitamina D sia in grado di ritornare su valori normali nel sangue. Il problema nasce dal fatto che, come noto a tutte le persone che soffrono di carenza di vitamina D, non è facile fare il pieno di questa vitamina con la dieta.

“Pochissimi alimenti contengono vitamina D. La fonte principale è il pesce grasso. Ma è possibile assimilarla anche grazie ad alimenti “fortificati” come i cereali” – dichiara il ricercatore, ricordando comunque che, soprattutto in inverno, oltre ai pasti è comunque necessario ricorrere agli integratori.

In Inghilterra, ad esempio, la Public Health England raccomanda l’assunzione giornaliera di 10mg di vitamina D, che d’inverno, con un contributo più scarso del sole, risultano essere non sempre facilmente acquisibili.

Tra i pasti che possono darvi una marcia in più in questo ambito c’è lo sgombro, che fornisce 360 UI per porzione, oppure il salmone, che può fornirne fino a 685 UI. Ma non basta: anche i metodi di allevamento del pesce possono infatti influire sulle proprietà nutritive. Meglio pertanto preferire il pesce di mare, piuttosto che quello di allevamento.

A colazione può invece essere utile ricorrere agli appositi cereali per questo pasto, spesso arricchiti proprio con vitamina D, in aggiunta a latte vaccino o latte di soia e un bicchiere di succo d’arancia.