Unicredit qualche giorno fa ha pubblicato i risultati preliminari del 2016 che evidenziano alcune poste negative straordinarie, valutate in complessivi 12,2 miliardi di euro. Sulla base di quanto comunicato dall’istituto di credito europeo, le poste negative straordinarie in misura così rilevante sarebbero prevalentemente da attribuire a svalutazioni e a rettifiche effettuate nel corso dell’esercizio recentemente conclusosi. Peraltro, sottolinea ancora l’istituto di credito, proprio a causa di queste spese straordinarie la banca prevede di registrare una perdita netta di 11,8 miliardi di euro per l’intero esercizio 2016.

In merito a ciò, l’istituto ha comunque precisato che senza queste poste non ricorrenti il risultato economico netto del gruppo nel 2016 sarebbe stato positivo, e che dunque la redditività della gestione caratteristica sarebbe salva. Inoltre, nel comunicato la banca conferma che il CET1 2016 sarà circa di due punti percentuali sotto al 10 per cento chiesto dalla Banca Centrale Europea con gli SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) ma questo deficit si prevede sia “completamente ripristinato” con l’aumento di capitale che dovrebbe essere implementato nelle prossime settimane.

I risultati preliminari consolidati dell’esercizio 2016 saranno sottoposti all’approvazione del Consiglio di amministrazione e comunicati il 9 febbraio 2017. Inoltre Unicredit ha comunicato che la Banca Centrale Europea ha richiesto alla banca di presentare una strategia in materia di crediti deteriorati entro il prossimo 28 febbraio.

Le prossime settimane saranno dunque molto importanti per l’istituto di credito europeo anche se, salvo clamorosi intoppi, la banca dovrebbe rispettare sia le prescrizioni imposte dalla BCE, sia gli step previsti per poter portare a compimento l’aumento di capitale utile (anche) per poter ricondurre il requisito patrimoniale sopra i limiti minimi imposti dalla BCE.