dollaro3Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, segnala l’ultimo employment report diffuso poco fa, ha registrato un calo di 3 decimi a 4,6 per cento da 4,9 per cento, dopo molti mesi di quasi-stabilità; questa variazione è spiegata principalmente dalla correzione della forza lavoro (-226 mila unità), la seconda consecutiva, dopo molti mesi di aumenti solidi e difficilmente sostenibili. Il tasso di partecipazione cala a 62,7 per cento da 62,8 per cento di ottobre e torna sul livello di giugno; l’aumento della partecipazione nell’ultimo anno (+5 decimi fra settembre 2015 e settembre 2016) è spiegata da minori uscite e non da flussi in entrata nella forza lavoro.

Per quanto concerne gli altri elementi di maggiore rilievo, si noti come i fattori demografici strutturali torneranno a dominare su quelli ciclici nei prossimi trimestri. La durata della disoccupazione continua a calare (mediana: 10,2 settimane, media: 26,3 settimane). La disoccupazione allargata a individui scoraggiati, marginalmente attaccati alla forza lavoro e occupati part-time per motivi economici scende a 9,3 per cento, per un livello minimo da aprile 2008, confermando la continua riduzione di risorse inutilizzate.

Per quanto invece riguarda le ore lavorate, le stesse aumentano di 0,1 per cento mese su mese, ma calano nel manifatturiero, con indicazione di debolezza per la produzione di novembre. Il neo del rapporto è la variazione dei salari orari, – 0,1 per cento mese su mese e 2,5 per cento su base annua, in rallentamento dopo il dato superiore al trend visto a ottobre (+0,4 per cento mese su mese, 2,8 per cento anno su anno).