money-256282_960_720Il potere di acquisto degli italiani? Sta gradualmente riprendendo quota, ponendo a segno il primo rialzo dopo otto anni. A sostenerlo è l’Istat, che registra un aumento dello 0,8 per cento nel 2015, spinto principalmente dai primi nove mesi dell’anno, piuttosto che dall’ultimo trimestre, dove invece c’è stata una flessione – almeno a livello congiunturale (-0,7% per il potere d’acquisto e -0,6% per i redditi correnti).

I dati Istat chiariscono che alla base dei ribassi non vi è un unico fattore scatenante, ma che si è trattato di un rimbalzo negativo, un aggiustamento tecnico vista la crescita sostenuta dei mesi precedenti. E comunque il risultato annuo è un aumento del potere d’acquisto, grazie a un +0,9% dei redditi (contro un impercettibile +0,1% dell’inflazione).

A risultare ancora più convincente è il dato sulla spesa, in grado di chiudere l’anno a +1%. La propensione delle famiglie a mettere da parte risparmi resta invece immobilizzata all’ 8,3%, ricorda il quotidiano Il Sole 24 Ore, e nemmeno il tasso d’investimento sembra muoversi, anche se il mercato immobiliare si è risvegliato e i prezzi cominciano a risentirne. È infatti sempre l’Istat a rilevare come l’immobiliare nel tempo stia diventando un po’ meno economico: nel 2015 la discesa dei prezzi delle case si è arrestata al -2,4% (era -4,4% l’anno prima) ma il terreno perso durante gli anni di crisi è ancora molto ampio, tanto che rispetto ai prezzi medi del 2010 si registra un passo indietro che è ancora del 13,9%.

Insomma, la situazione è in miglioramento, ma tanto – tantissimo – rimane da fare per recuperare il terreno perduto.