Parmalat, la nota società del settore alimentare italiano, divenuta tristemente in grado di salire alla ribalta nello scorso decennio per una profonda crisi aziendale, ha ieri diffuso i risultati conseguiti nel corso del primo semestre. La società ha annunciato di aver archiviato la prima parte dell’esercizio con un utile in deciso calo rispetto a quanto fu riscontrato nello stesso periodo dell’anno scorso, e ha così tagliato le previsioni di fatturato netto e di marginalità per l’intero esercizio.

Alla luce di quanto sopra introdotto, ora il top management societario stima per il 2017 una crescita entro l’1 per cento di fatturato netto ed EBITDA, a tassi di cambio e perimetro costanti, escludendo gli impatti del Venezuela. In precedenza, invece, Parmalat aveva indicato ai propri stakeholders una crescita intorno al 4 per cento del fatturato netto e del margine operativo lordo a tassi di cambio costanti, escludendo la consociata venezuelana.

Sempre in riferimento alle principali notizie di Borsa della giornata di ieri, annotiamo brevemente i risultati del report mensile della Banca d’Italia, che aggiorna per il mese di luglio un sensibile calo delle sofferenze bancarie italiane. L’istituto banchiere ha infatti precisato che nel mese oggetto di rilevazione le sofferenze lorde sono scese a quota 173,6 miliardi di euro, per un livello che è ben in grado di rappresentare la soglia minima da luglio 2014 a questa parte, e che risulta essere fortemente in contrazione rispetto ai 192 miliardi di euro rilevati a giugno. Forte passo indietro anche per le sofferenze nette, che sono calate quota 65,8 miliardi di euro contro i 71,2 miliardi di euro di giugno. Il merito di questa forte flessione è principalmente riconducibile al deconsolidamento dal bilancio di sofferenze per 16,2 miliardi di euro operato da UniCredit, con un’operazione di ampia cancellazione di tali passività dal bilancio.