denaro-fondo-perdutoSecondo quanto afferma la parte maggioritaria degli analisti, in attesa di mettere le mani sugli aggiornamenti statistici che verranno pubblicati nel corso della prima parte di questa settimana, nel nostro Paese il tasso di disoccupazione potrebbe calare a 11,5 per cento a ottobre dopo il balzo a sorpresa a 11,7 per cento che era stato registrato a settembre, che non era dovuto a una flessione degli occupati (anzi in aumento di 45 mila unità nel mese) ma a un aumento del tasso di attività (ai massimi storici).

Non è comunque possibile escludere che negli ultimi mesi del 2016 le imprese tornino ad aumentare le assunzioni a tempo indeterminato per godere della riduzione contributiva generalizzata in vigore sino a fine anno; tuttavia, sarebbe un anticipo di assunzioni che potrebbe pesare poi sui primi mesi del 2017. In prospettiva, l’aumento della partecipazione continuerà a esercitare pressione al rialzo sul tasso dei senza-lavoro, atteso calare in misura assai modesta anche in prospettiva 2017.

Per il prossimo anno, pertanto, bene non attendersi miracoli dall’evoluzione del tasso di disoccupazione, che non solamente rimarrà in stabile doppia cifra, ma dovrebbe altresì attestarsi intorno all’11 – 11,5% in media d’anno, rimandando pertanto all’ultimissima parte del prossimo esercizio, o a quella iniziale del 2018, la discesa sotto quota 11 punti percentuali.

Ad ogni modo, l’evoluzione di breve e di medio termine del tasso di disoccupazione è difficilmente stimabile e prevedibile. Rimandiamo pertanto gli aggiornamenti almeno al primo trimestre del prossimo anno, quando lo scenario socio-economico sarà più chiaro… forse!