moserSono passati da poco trent’anni. Era il 10 giugno del 1984 quando il famoso ciclista italiano Francesco Moser indossava la maglia rosa all’Arena di Verona dopo il successo nella finale Soave-Verona, tappa da 42 chilometri. Il super campione trentino chiudeva in quel modo una stagione straordinaria, il 1984, che nel mese di gennaio dello stesso anno lo aveva visto protagonista per aver conquistato il doppio record dell’Ora a Città di Messico, a cui era seguito il trionfo nella classica Milano-Sanremo.

Un 10 giugno 1984 che è entrato a far parte del Giro d’Italia. Mai una corsa fu così avvincente, dato che quel giorno la maglia rosa, prima della tappa, era indossata del corridore francese Laurent Fignon, che proprio due giorni prima era riuscito a togliere a Francesco Moser nel mitico tappone delle Dolomiti.

Fignon aveva 1’21” di vantaggio su Moser ma mancavano 42 chilometri, dove a farla da padrona sarebbe stata la velocità. Moser aveva un enorme vantaggio però che molti non consideravano fondamentale a quei tempi: la grande conoscenza scientifica fatta sui materiali proprio in occasione della mitica e storica preparazione al record in Messico.

Si sapeva che Francesco era un super specialista nelle crono, e nella tappa di quel 10 giugno lo dimostra: vince con un vantaggio di ben 2’24” su Fignon, riconquistando l’ambita maglia rosa.

Un trionfo incredibile, con l’Arena di Verona che in quel giorno fu presa d’assedio da migliaia di tifosi del campione italiano.

Trent’anni fa Moser trionfò al Giro precedendo Fignon di 1’03” e l’altrettanto indimenticato corridore italiano, terzo in classifica generale, Moreno Argentin.

Moser a 32 anni chiude così la sua più grande stagione nel ciclismo, una carriera che segna ben 273 vittorie. Un autentico fuoriclasse delle due ruote.