La gastrite è l’infiammazione del rivestimento dello stomaco. Purtroppo, in realtà, il termine “gastrite” è spesso stato usato impropriamente per includere molti problemi addominali superiori, ma la vera gastrite si riferisce alla sola mucosa gastrica che è infiammata: attenzione dunque a non compiere facili confusioni che, in ogni caso, il vostro medico sarà ben in grado di ridurre.

Tornando al nostro oggetto di approfondimento, la mucosa gastrica può essere coinvolta in tutto o in parte. La gastrite può essere classificata come acuta o cronica. La gastrite acuta può essere caratterizzata come erosiva (aree danneggiate in cui le cellule mucose sono disturbate o mancanti) e non erosiva. La gastrite cronica è determinata dall’istopatologia (comparsa della mucosa gastrica) con sintomi che durano a lungo. Non esiste un sistema di classificazione ampiamente accettato, anche se alcuni sono stati proposti.

Chiarito quanto sopra, si tenga conto che sebbene la gastrite abbia molte cause alla sua base, la maggior parte delle determinanti conduce comunque a sintomi simili. Ciò ha portato ad una certa confusione ed è la ragione per cui molti operatori sanitari considerano il termine “gastrite” come una descrizione non specifica di un gruppo di sintomi.

Per quanto attiene proprio le principali cause, generalmente la gastrite insorge quando si è contratto un batterio come l’helicobacter pylori, o quando si sono assunti FANS che hanno determinato dei problemi alla mucosa gastrica, aggredendola in misura eccessiva.

Per quanto poi concerne la durata di questa condizione, ricordiamo come la gastrite acuta dura circa 2-10 giorni. Se la gastrite cronica non viene trattata, può durare invece da settimane ad anni.

Proprio per i motivi che abbiamo riepilogato poche righe fa, dovrebbe essere chiaro come occorra sempre agire in maniera tempestiva per poter curare la propria condizione di infiammazione della mucosa gastrica, evitando di pensare che possa risolversi autonomamente (a volte è così, ma la maggior parte delle volte procrastinare un intervento non servirà a nulla). Parlatene pertanto del vostro medico, e condividete con lui ogni segno della condizione che state soffrendo: vi aiuterà a giungere a una corretta diagnosi e, di conseguenza, all’individuazione del miglior trattamento.