Il dollaro statunitense ha proseguito ancora la fase di recupero post – FOMC, andando a rafforzarsi ulteriormente, e andando a rivedere alcuni livelli che erano stati precedentemente abbandonati due settimane fa. In particolare, le indicazioni complessivamente positive che sono giunte dai dati macro economici USA, e in particolare quelli relativi all’indice Empire – il primo dato di giugno, che [ salito molto più delle attese – hanno fornito un buon aiuto in tal senso.

Peraltro, con il recupero vissuto nelle sessioni precedenti all’ultimo fine settimana, il biglietto verde potrebbe aver svoltato direzione. Ad ogni modo, riteniamo molto difficile che la valuta nordamericana riesca a risalire risalire fino ai massimi di inizio anno, che probabilmente rimangono alle spalle in maniera quasi definitiva – quanto nel senso che dovrebbe ora essere al riparo da nuovi cali, a condizione che i prossimi dati USA non deludano e supportino l’aspettativa di un altro rialzo Fed prima di fine anno.

Di contro, sul tentato recupero del dollaro statunitense l’euro è sceso fino a raggiungere un minimo intorno a quota 1,1130 EUR/USD, per un livello che oggi è in grado di rappresentare una soglia tecnica discretamente importante, visto e considerato che uno sfondamento al ribasso di tale livello implicherebbe quasi automaticamente – almeno per il momento – l’abbandono del fronte rialzista sulla valuta unica europea.

Peraltro, la settimana in fase di avvio ci propone davvero pochi spunti di analisi e di interpretazione, e dunque riteniamo che lo scenario possa rimanere il medesimo ancora per qualche tempo, supportando pertanto il consolidamento del contesto che sopra abbiamo cercato rapidamente di delineare, in attesa di novità e di smentite.