La maggior parte delle imprese ottiene le proprie risorse di funzionamento svuotando i propri conti bancari, accendendo prestiti per le piccole imprese, rivolgendosi a investitori privati o a investitori di capitale di rischio, o attraverso una loro combinazione. Ma spesso si arriva a un punto in cui sono necessari più soldi perché un’impresa possa sperimentare la crescita che desidera. Che si fa, allora?

Se l’impresa ne ha i requisiti e le volontà, si avvia il procedimento per una IPO. Una IPO è – in termini esemplificativi – il processo attraverso il quale una società offre per la prima volta le proprie azioni a nuovi investitori, rendendole pubbliche. È ovviamente un processo lungo, che andrà valutato volta per volta, visto  considerato che l’IPO corrisponde a importanti benefici per la società, ma la espone anche a costi e ad altri punti di svantaggio che dovrebbe essere il caso di considerare.

In termini ancora più ridotti, quello che inizialmente accade è che la società in questione, interessata a svolgere una propria IPO, individua una banca d’investimento (o più banche) per poter entrare nel mercato regolamentato e far sottoscrivere l’IPO. La banca metterà poi una somma di denaro per finanziare l’IPO e acconsentirà ad acquistare le azioni offerte prima che siano effettivamente quotate in un mercato pubblico.

Per procedere con una IPO, è tuttavia – come abbiamo anticipato – necessario passare per un processo lungo, che ha come punto di partenza la dichiarazione di interesse da depositare presso la Consob. In tale dichiarazione la società dovrà includere tutte le informazioni chiave sull’emittente, compresi i dettagli finanziari e di proprietà. Una volta che la Consob esaminerà i dati approvando l’IPO, verrà fissata una data a partire dalla quale sarà possibile organizzare lo sbarco in Borsa. A quel punto l’emittente e il sottoscrittore presenteranno un prospetto, un documento che descrive le finanze della società emittente e tutte le caratteristiche che potranno essere utili per l’investitore. Il sottoscrittore collaborerà anche con la società emittente per fissare un prezzo iniziale delle azioni quando le azioni saranno finalmente messe a disposizione dei nuovi investitori.