La premier Theresa May ha faticosamente ottenuto la fiducia di una ampia maggioranza del proprio partito conservatore. Una fiducia che è tuttavia piuttosto costosa, per la propria carriera professionale: in cambio dell’ottenimento di questo risultato, infatti, May ha sostanzialmente dovuto promettere che non guiderà il partito alle prossime elezioni.

In aggiunta a ciò, il voto maturato nella giornata di ieri ha condotto all’evidenza dell’opinione pubblica l’esistenza di un’ampia dimensione del dissenso interno, considerato che ben 117 membri hanno votato la sfiducia. May si è inoltre impegnata esplicitamente a richiedere dall’Unione Europea al vertice in corso della data odierna la sussistenza di garanzie legali che la soluzione di ripiego per il confine irlandese non sarà permanente.

Ad ogni modo, questo vertice – l’ennesimo! – on dovrebbe partorire grandissime novità, essendo da Bruxelles già arrivate conferme che l’accordo negoziato non verrà rimesso in discussione.

Alla luce di quanto avvenuto nelle ultime ore, la sterlina ha recuperato l’1% contro il dollaro statunitense portandosi a 1,2636 in un movimento di corto respiro in quanto, anche se ha incassato la fiducia, la leadership di Theresa May è stata ulteriormente ridimensionata.

In ulteriore integrazione a quanto già condiviso, valutato che le chance di introdurre novità nell’accordo sono assai scarse, anche il voto (rinviato) del Parlamento, alla luce del risultato di ieri, si confermerà con ogni probabilità una nuova sconfitta per la premier. Contro euro GBP ha ceduto lo 0,6% per l’effetto attesa-BCE che ha rafforzato l’euro contro tutti i principali cross.