Capitalismo, come funziona il libero mercato

Il capitalismo è un tipo di sistema economico in cui i business sono di proprietà privata e gestiti dalle persone, piuttosto che dal governo. Sui tratta dunque di un approccio molto diverso da un’economia di comando, come il comunismo, dove è il governo controlla gli affari.

Mercato libero

Un altro nome del capitalismo è il sistema del libero mercato, ovvero un mercato libero di funzionare da solo, senza l’intervento del governo. In tal senso, le imprese possono decidere quali prodotti fabbricare e a quanto venderli. Le persone possono dal canto loro scegliere quali prodotti comprare e quanto pagare.

Domanda e offerta

Una delle idee di base del capitalismo è l’idea di domanda e offerta. L’offerta e la domanda indicano che il prezzo di un prodotto alla fine si stabilizzerà in un punto in cui la domanda di un prodotto sarà uguale all’offerta di un prodotto. In questo modo il mercato troverà il prezzo e il volume perfetti, di equilibrio. Anche in questo caso notiamo una significativa differenza rispetto all’economia di comando, dove invece il governo potrebbe stabilire il prezzo e la quantità offerta di un prodotto.

Adam Smith

L’idea del sistema del libero mercato fu introdotta per la prima volta dall’economista scozzese Adam Smith nel 1776. Smith scrisse un libro chiamato La ricchezza delle nazioni, che descriveva il funzionamento di un’economia di libero mercato. Nel volume disse che il governo doveva rimanere fuori dall’economia e lasciare che la concorrenza determinasse i prezzi e i prodotti.

Il capitalismo moderno

Tuttavia, il capitalismo moderno è un po’ diverso da quello descritto da Adam Smith. Oggi, infatti, molti Paesi hanno un’economia capitalista, ma il governo ha un ruolo attivo nello stabilizzare l’economia e nel fornire regolamenti per proteggere il pubblico. Questo tipo di economia è chiamata “economia mista” e, per intenderci, è quella che domina in quasi tutto il mondo occidentale, dove il legislatore può varare provvedimenti contro i monopoli, regolamenti per rendere sicuri i luoghi di lavoro, leggi contro la discriminazione, regolamenti per proteggere l’ambiente, tasse per ridistribuire la ricchezza e la sicurezza sociale per aiutare gli anziani.

Pro e contro del capitalismo

Ma quali sono i pro e i contro del capitalismo? Anche se il tema meriterebbe approfondimenti ben più ampi, il capitalismo viene generalmente ritenuto un approccio efficiente, poiché costringe le aziende a competere per il business. Il sistema è poi libero, nel senso che le persone e le aziende sono libere di fare ciò che vogliono. I governi in un’economia capitalista – come abbiamo già ribadito – hanno infatti meno controllo e meno potere

Ancora, in genere in un’economia capitalista, le persone e le aziende sono premiate per l’innovazione, conducendo a maggiori progressi tecnologici.

Non mancano comunque i punti di svantaggio. Tra i principali il fatto che il capitalismo può portare ad un’ingiusta distribuzione della ricchezza, con poche persone che detengono una quantità significativa di denaro. Il capitalismo può anche creare potenti monopoli in cui una società può controllare i prezzi e la fornitura senza l’intervento del governo. Il capitalismo può altresì condurre a condizioni di lavoro non sicure e a salari ingiusti per la classe lavoratrice.

 

 

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