olioL’olio d’oliva è un vero e proprio patrimonio dell’agricoltura italiana, tanto è vero che lo troviamo con una certa facilità come condimento tipico della gran parte dei piatti mediterranei. Ed è anche e soprattutto per questo motivo che l’olio della Sicilia vendita online è un fenomeno sempre più diffuso nel nostro Paese: è la via ideale per chi desidera acquistare olio di ottima qualità a prezzi assai competitivi rispetto a quelli che troveremmo nei negozi fisici. Ma al di là di questo metodo che ci permette di risparmiare qualche soldo, siamo proprio sicuri di essere in grado di riconoscere un olio di qualità?

Etichetta e prezzo, due basi da cui partire per scegliere un buon olio

Purtroppo l’olio extravergine è uno dei protagonisti delle nostre tavole che più si prestano ai fenomeni di frodi con conseguenze negative tanto per la filiera originale quanto per i consumatori stessi. Di conseguenza, prima di ogni altra cosa è importante se non persino determinante diffidare dalle etichette che espongono poche informazioni e dati molto poco chiari: un’etichetta deve indicare in maniera chiara il marchio, il processo produttivo, il luogo di produzione e le caratteristiche del prodotto a cui viene abbinata; ma deve anche essere chiara, leggibile e indelebile. Se siamo intenzionati ad acquistare dell’olio che già dall’etichetta non risponde a suddetti requisiti, molto meglio passare avanti e cercare altro.

Dopo di che facciamo attenzione al prezzo poiché è proprio questo uno degli elementi che più di altri ci dà modo di intuire se sia il caso di parlare di un falso olio di oliva o se ci sia la possibilità che quell’olio sia vero. Il motivo? Molto semplicemente perchè dietro il tanto sbandierato low cost possono nascondersi prodotti tutt’altro che di qualità. Certamente risparmiare qualche soldo è un interesse di tutti quanti noi, ma per prima cosa sarebbe il caso di farlo su altri fronti e per seconda cosa non dimentichiamoci che possiamo riuscire a farlo mettendo in atto degli stratagemmi che non inficiano affatto sulla qualità del prodotto (come ad esempio acquistare online un lotto di bottiglie anziché rivolgersi al negozietto sotto casa).

Scegliere rigorosamente l’extravergine e il Dop/Igp: ecco perchè

Scegliere solo l’olio extravergine è un’altra regola che faremmo bene a rispettare: l’extravergine vanta un grado di acidità minore rispetto alle altre tipologie di olio, tanto è vero che se nel suo caso il livello di acidità non può superare l’1% del totale, negli altri casi questa percentuale può tranquillamente venire superata. Questo limite permette all’olio extravergine di oliva di evitare di entrare in contatto con altri oli o con miscele di chissà quale origine e garantisce, al tempo stesso, un sapore che è quanto più genuino.

Ma la qualità passa anche per i vari marchi di certificazione come il Dop e l’Igp, soprattutto se parliamo di olio extravergine di oliva Dop che come forse sappiamo già è una tipologia di olio assolutamente protetta dalle contraffazioni. L’ovicoltore che lavora su un territorio riconosciuto come protetto può, o meglio, deve attenersi ad uno specifico iter di produzione per far rientrare anche il suo prodotto nell’ambito di quelli di denominazione origine protetta: questo disciplinare di produzione che viene scelto e controllato da un apposito ente di certificazione, contiene tutta una serie di paletti a cui sottostare come il metodo di coltivazione dell’oliveto, il metodo di raccolta e di confezionamento dell’olio, e così via.

L’ottenimento del marchio di indicazione geografica protetta è molto più semplice poiché ha una sola fase all’interno del suo processo di produzione, mentre invece il Dop è un marchio se vogliamo “superiore” dal momento in cui presuppone un legame con tutto il processo produttivo e non solo con il territorio di provenienza.