Il gruppo farmaceutico francese Sanofi ha affermato di aver chiuso l’esercizio 2016 con un livello di utile netto in buona crescita rispetto al passato, con un incremento del 9,8 per cento su base annua, per una soglia in termini assoluti pari a 4,7 miliardi di euro. Per gli analisti, tale crescita è ricollegabile principalmente all’attenta politica di contenimento dei costi, in grado di compensare un fatturato in precario equilibrio a causa di una concorrenza più agguerrita e a causa della flessione delle vendite nel mercato statunitense da parte del prodotto di punta, il Lantus (un farmaco contro il diabete).

Ne è derivato che il fatturato è giunto a quota 33,8 miliardi di euro, in flessione dello 0,7 per cento su base annua, ma in crescita dell’1,2 per cento a cambi costanti. Nel solo ultimo trimestre dello scorso anno, l’utile per azione è stato pari a 1,25 euro, in diminuzione dell’1,5 per cento rispetto all’anno precedente, a cambi costanti, ma comunque superiore del livello pari a 1,22 euro, che era stato previsto dal consenso degli analisti. Ancora, il comunicato sottolinea come il giro d’affari sia cresciuto su base annua del 3,3 per cento a 8,87 miliardi di euro. Bene, commercialmente, l’effetto del lancio del Toujeo, il farmaco che sostituisce il già ricordato Lantus, per il quale la licenza in esclusiva è scaduta nel 2015.

Con uno sguardo all’immediato futuro, Sanofi ha annunciato outlook prudenti, con utile per azione rettificato per le componenti straordinarie stabile o in calo del 3 per cento a cambi costanti. Proseguirà inoltre la sua politica di taglio dei costi, per poter raggiungere 1,5 miliardi di euro di contenimento entro il 2018. Il dividendo per azione è di 2,96 euro, già deliberato, in aumento dai 2,93 euro del 2015.