Giornate di dati macro economici di scarso rilievo, quelle che stiamo vivendo all’interno del calendario europeo. Tuttavia, vi è comunque margine per qualche tiepida riflessione su quel che accaduto e su quel che probabilmente accadrà nel corso dei prossimi giorni, partendo magari dalle ultime stime sull’andamento dei prezzi al consumo in quelle che sono le principali economie dell’eurozona.

In Francia, ad esempio, la stima flash ha mostrati i prezzi al consumo in aumento a dicembre di 0,3 per cento mese su mese su entrambe le misure dopo essere rimasti invariati per due mesi consecutivi. Il dato è inferiore alle stime di mercato per un aumento di 0,5 per cento mese su mese. L’inflazione è accelerata di un decimo a 0,6 per cento sull’indice nazionale e di due decimi a 0,8 per cento da 0,7 per cento su quello armonizzato.

Dati di prezzi al consumo anche in Germania. I dati dai Laender sono coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,6 per cento mese su mese a dicembre. L’inflazione è attesa risalire fino all’1,3 per cento sulla misura armonizzata. In media 2016 l’inflazione si è aggirata a 0,3 per cento da 0,1 per cento del 2015. Nell’anno, l’inflazione dovrebbe caratterizzare un’accelerazione all’1,5 per cento.

Si tratta comunque di dati tiepidamente impattanti sui mercati finanziari e non certo in grado di orientare le preferenze di trading. Il focus si sposta dunque sui prossimi giorni e su quel che potrebbe accadere anche nel mercato statunitense, dove il calendario macro economico ci propone qualche base di valutazione in più, che sarebbe opportuno non sottovalutare al fine di interpretare correttamente il contesto in evoluzione.