water jetpackNel corso del 2014 l’utilizzo del water jetpack e del flyboard è esploso in tutta Italia, consentendo quindi al nostro Paese di vantare un ruolo di leadership in questa nuova disciplina particolarmente emozionante. Una disciplina che non è tuttavia lungi dall’approcciare a nuove regole, considerato che si tratta di una iniziativa sportiva vera e propria e che, come tale, deve essere adeguatamente disciplinata e fronteggiata dalle autorità di riferimento.

Non è certamente un caso che in tutta Italia molte capitanerie di porto stiano domandando il rispetto di nuove regole per lo svolgimento di queste altre attività ricreative in mare, affinchè il water jetpack non si tramuti in uno strumento improprio in mani poco esperte, mutando un puro divertimento in una situazione di utilizzo particolarmente ardua a gestire.

Sono pertanto sempre di più i Comuni italiani che all’interno del proprio perimetro di rilevanza hanno scelto di disciplinare l’utilizzo del water jetpack in modo un pò più rigido dell’ordinario, sottolineando come l’utilizzo dei mezzi a motore debba essere limitato a coloro che hanno la patente nautica o titolo equipollente, ad adulti di età anagrafica minima di 18 anni, alle sole ore diurne e in condizioni meteo marine favorevoli.

Ancora, alcune capitanerie hanno previsto che il water jetpack possa essere utilizzato esclusivamente in presenza di un osservatore, e in un’area adeguatmaente segnalata, con divieto di utilizzo in zone di mare adiacenti ad altre in cui si svolgono altre attività sportive marine.

Insomma, l’utilizzo del water jetpack è divertente e alla portata di tutti. Attenzione tuttavia a non sottovalutare l’esistenza di opportune regole di civile convivenza anche al di fuori della riva, dove eventuali gesti particolarmente incongrui potrebbero creare gravi conseguenze per sè stessi e per le persone che in quel momento si trovano nelle vicinanze…