denaro prestitoSono sempre più numerose le persone che ricorrono a specifici interventi di correzione dei problemi visivi, come quelli relativi alle procedure utili per poter impiantare delle lenti in via chirurgica, atte ad eliminare miopia e astigmatismo. Ebbene, una simile operazione non rientra, purtroppo, tra gli oneri detraibili per il fisco italiano, che non li considera spese mediche utili allo scopo detrattivo.

A chiarire quanto sopra è stata l’agenzia delle Entrate, con circolare n. 3/E del 2 marzo 2016 (nella risposta 1.1), che ha ribadito che la detraibilità ai fini Irpef viene esclusa per tutte quelle prestazioni di chirurgia o medicina estetica non conseguenti ad incidenti, a malattie o a malformazioni congenite, anche se effettuate da personale medico o sotto la sua supervisione.

Di contro, risultano essere regolarmente detraibili (nella misura del 19 per cento sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro) tutte quelle le spese che vengono sostenute per le prestazioni ritenute necessarie per un recupero alla normalità sanitaria e funzionale della persona, con esclusione pertanto di tutti quegli interventi di chirurgia estetica tendenti semplicemente a rendere più gradevole l’aspetto personale (circolare ministeriale
n. 14 del 23 aprile 1981).

In tal senso, pertanto, la correzione visiva non rientra nella prima gamma di interventi, bensì nella seconda. Non essendo una prestazione di chirurgia estetica conseguente a un incidente, a una malattia o a una malformazione congenita, non può che essere ricondotta a quegli interventi che tendono a rendere più gradevole il proprio aspetto, rinunciando all’utilizzo degli occhiali e, per questo motivo, non meritevole di intervento detrattivo.