toyotaDa pochi anni Toyota è diventata l’industria automobilistica più importante e grande del mondo. All’avanguardia nella sperimentazione e nella diffusione della auto ibride, ha saputo conquistare l’osteggiato mercato americano, non solo grazie alla Prius, ma anche a un segreto produttivo che l’ha portata al vertice della classifica, nonostante le leggi protezionistiche degli americani: il TPS, Toyota Production System.

Questo sistema produttivo si basa sul concetto di lean manufacturing e lean production, teoria e processo di produzione, che in Italia è interpretato e portato avanti da società di consulenza come Utek. Ma di cosa parliamo quando diciamo lean production e perché sta dietro il successo della Toyota? Ed è applicabile su larga scala in qualsiasi procedimento di fabbricazione e trasformazione? Innanzitutto, come suggerisce il termine, lean production si può tradurre con la definizione di “Produzione Snella”. Snella perché elimina gli sprechi, rimodulando gli spazi e i processi produttivi, lavorando sull’organizzazione delle risorse umane in un’industria di scala, che vede gli operai, gli ingegneri, i progettatori uniti in un unico scopo: guadagnare tempo per dedicarlo al cliente.

Infatti, il maggior successo che si può ottenere dall’adozione di tecniche di produzione snella è dato dal risparmio complessivo del tempo, ma non a discapito della qualità, tutt’altro, all’interno del processo di manifattura, per guadagnarlo in un settore vitale dell’azienda: il customer care. La cura del cliente è necessaria e indispensabile in un mercato sottoposto a frequenti ricambi e richiami, come quello dell’automotive, ma ha uguale importanza in qualsiasi rapporto di scambio e di vendita. Accorciare le distanze tra venditore e compratore, produttore e consumatore, significa letteralmente fidelizzare il cliente, farlo sentire accudito e importante. Ed è questo il miracolo che di straforo è riuscita a realizzare Toyota. Un sistema di lean manufacturing è implementabile nelle medie e piccole realtà imprenditoriali italiane? La risposta richiede una breve analisi. L’industria manifatturiera italiana è sempre stata all’avanguardia soprattutto per la qualità della produzione. Le piccole medie imprese del nostro paese hanno saputo fare dell’eccellenza un marchio di fabbrica, ma ultimamente sono state messe in difficoltà da competitors che più che a guardare alla qualità, invadono con la qualità consentita da costi del lavoro nettamente più flessibili e vantaggiosi. L’implementazione di tecniche di lean manufacturing, che vanno dalla semplice adozione di cassettiere e porta-attrezzi salvaspazio, fino al miglioramento delle catene di montaggio, regalano un risparmio vitale in un’epoca di tagli che spesso si riflettono negli indici di occupazione. Per questo motivo, le aziende italiane che dispongono di stabilimenti e che occupano diverse unità lavorative, potrebbero pensare alla produzione snella per risparmiare e dedicarsi ancora di più al prodotto e alla sua diffusione nel mercato.