gomorra-la-serie--tvGomorra torna in tv: questa volta, su Sky andrà in onda la tanto chiacchierata serie televisiva, tratta da un’idea di Roberto Saviano (l’autore del libro!). L’appuntamento è per il 6 maggio su Sky Atlantic: Gomorra, la serie potrebbe diventare un cult nel suo genere. Vediamo, insieme, il perchè!

Innanzitutto, tre registi si sono avvicendati: Stefano Sollima (già regista di Romanzo Criminale, la serie), Francesca Comencini e e Claudio Cupellini. La storia è stata scritta da Stefano Bises, Ludovica Rampoldi, Leonardo Fasoli e Giovanni Bianconi (a cui si sono aggiunti, successivamente, in fase di sceneggiatura Filippo Gravino e Maddalena Ravagli). Il cast è sicuramente notevole: Marco D’Amore, Fortunato Cerlino, Maria Pia Calzone e Salvatore Esposito.

La storia riprende le vicissitudini di Ciro, soldato ambizioso, alle dipendenze del boss Pietro Savastano. La guerra che viene riproposta in tv lascia senza parole. Anche la doppia personalità del protagonista è frutto di un intenso lavoro di squadra: Ciro è un freddo e spietato killer. Il punto debole del suo capo, invece, è il figlio Genny: il ragazzo è inadeguato al ruolo che lo aspetta, ma sarà la madre Imma a prendere in mano le redini della sua vita. In modo freddo e spietato…proprio come il marito.

Il film non può mai essere un’educazione al crimine– ha spiegato Roberto Saviano durante la presentazione – La realtà è già oltre, non è la fiction che può indurre qualcuno a intraprendere la strada del crimine nella vita. La materia su cui intervenire è la realtà, non il film che racconta”.

Gomorra, la serie andrà in onda su Sky Atlantic a partire dal prossimo 6 maggio: 12 episodi ambientati a Scampia che, per volontà dei diretti interessati, ripropone le vicende reali dei boss mafiosi.

“…Girare a Scampia era fondamentale – ha concluso Saviano – Perché Scampia è protagonista, è un attore, non è una quinta che puoi ricostruire. È il Dna della serie. Quei palazzi, quelle scale, quel cielo, sono protagonisti. Quel territorio ti entra dentro, quel cemento è una scelta politica, una descrizione geopolitica del paese, non è solo ghetto. È anche la dimostrazione di una resistenza. In quelle case c’è vita, ci sono ancora sorrisi, bambini. È la dimostrazione che quella è una miniera da cui si estraggono soldi, una miniera in cui si muore…”