forex on lineGli ultimi dati sul commercio estero coi Paesi extra-Ue a ottobre hanno mostrato delle variazioni congiunturali speculari a quelle già riscontrate nel corso del mese di settembre, con una correzione per le esportazioni pari a -1,3% su mese a fronte di un rimbalzo per le importazioni pari a +1,7% su mese. Di conseguenza l’avanzo commerciale (in termini destagionalizzati) è calato a 3,7 miliardi di euro dai 4,1 miliardi di euro del mese precedente, mentre nei 10 mesi è stato riscontrato un robusto aumento sia del surplus totale che di quello al netto dell’energia.

Nel mese in esame, precisano gli ultimi dati statistici ufficiali, le vendite all’estero sono state affossate da energia, beni durevoli e beni strumentali, con questi ultimi che di contro spiegano in buona parte il rimbalzo degli acquisti dall’estero, aumentati dei +8,3% su mese. Su base annua entrambi i flussi riaccelerano, l’export a 11,2% da 8,1%, l’import a 8,4% da 4,7%; tuttavia, al netto del diverso numero di giorni lavorativi, si registra un moderato rallentamento (export +9,4% da +10%, import +5,6% da +6,5%).

Su scala territoriale, l’unicA area verso la quale permane e anzi si approfondisce il calo delle esportazioni è l’OPEC (-11,6%, viceversa si nota un balzo nell’import: +35%), mentre mantengono una crescita molto dinamica (superiore al 20%) Turchia e Mercosur e accelerano le vendite verso gli Stati Uniti (+17% da +8%).

Complessivamente, il commercio verso i Paesi extra Ue rimane dunque piuttosto dinamico e, così facendo, potrà contriibuire in misura più rilevante alla crescita economica del Paese.