Anche nel corso del mese di luglio – ultimo periodo al quale possiamo riferire la statistica ufficiale da parte dell’Eurostat – è proseguita la crescita dell’export tricolore, con un progresso su base annua che è vicino al 5 per cento, e che risulta essere alimentato soprattutto nel vecchio Continente, dove gli acquisti sono in aumento del 6 per cento, pur essendo visibile anche nei mercati più lontani, dove la crescita si attesta nell’ordine dei quattro punti punti percentuali.

Insomma, il quadro complessivo per l’export del made in Italy rimane particolarmente positivo, anche se è in lieve rallentamento rispetto alla prestazione che era stata conseguita nel corso del primo semestre dell’anno. Nel bilancio gennaio-luglio il progresso per l’Italia si attesta infatti al 7,6 per cento, con una prestazione superiore sia rispetto alla Germania (che però a luglio è riuscita a compiere un balzo dell’8 per cento) sia rispetto alla Francia.

In totale, i 40 miliardi di euro di export che l’Italia è riuscita a conseguire nel mese di luglio permettono al nostro Paese di condurre il bilancio complessivo delle nostre imprese a 263,3 miliardi di euro, con un differenziale in termini assoluti rispetto all’anno precedente pari a oltre 18 miliardi di euro.

Peraltro, il momento per il commercio estero risulta essere positivo per l’intera Europa, che ad eccezione di qualche situazioni marginale, vede le vendite oltreconfine crescere ovunque, e in alcuni Paesi anche con una buona doppia cifra. Il bilancio di luglio per l’intera Unione europea stima così un progresso nei mercati extra-Ue pari al 9,7 per cento, e uno sviluppo degli scambi interni pari al 5,3 per cento. A trainare il risultato è ancora una volta l’area dei Bric, e in particolar modo il potente recupero della Russia (+ 23 per cento).