Stando a quanto riferiscono gli ultimi dati relativi al dossier Eurostat sul mondo dell’occupazione europea, il costo del lavoro è cresciuto a dicembre (ultimo mese al quale è possibile riferire tali statistiche puntuali) all’1,6 per cento anno su anno da un precedente 1,4 per cento su base annua. La crescita di salari e stipendi è accelerata in Germania al 3,0 per cento da un precedente 2,3 per cento, e in Irlanda (1,2 per cento su base annua da 0,6 per cento su base annua), mentre è stabile in Francia all’1,3 per cento su base annua ed è rallentata in Spagna a 0,1 per cento su base annua da 0,3 per cento su base annua precedente. In Italia il costo del lavoro risulta stabile dopo il calo di 0,7 per cento su base annua del trimestre precedente.

Ancora, il dossier ci rende noto come i salari nella media stiano crescsendo di 1,6 punti percentuali su base annua, un decimo di più che nel trimestre precedente. I salari sono accelerati in Germania e Irlanda, mentre si registra un rallentamento in Spagna (0,2 per cento su base annua dal precedente 0,6 per cento su base annua), una dinamica ancora strisciante anche se non più negativa in Italia (0,1 per cento anno su anno da -0,2 per cento) e un andamento stabile in Francia (1,5 per cento su anno da 1,7 per cento di un anno prima).

Per quanto attiene il tasso di disoccupazione, il dato del 2016 è stato pari al 9,6 per cento, un livello che è il minimo dal 2009. In prospettiva, le pressioni dal ciclo sulla dinamica salariale e prezzi interni saranno meno forti: se la crescita del PIL si stabilizzerà sul ritmo del 2016 (1,7 per cento anche nel 2017-189), ricorda l’analisi ISP, la riduzione dell’eccesso di offerta aggregata di lavoro sarà meno marcata rispetto al periodo 2014-15.

Peraltro, è possibile che la mancanza di una vistosa accelerazione dei salari sia in grado di riflettere una risposta alle condizioni cicliche più lenta rispetto al passato probabilmente a causa dell’ampio eccesso di offerta nel mercato del lavoro accumulatosi in questi anni.

Vedremo tuttavia nei prossimi mesi come si evolveranno le statistiche ora pronunciate, considerato che gli analisti non escludono la possibilità che si possa andare incontro a qualche gradita sorpresa.