Equitalia ha annunciato che i contributi che hanno presentato ai propri sportelli le domande di adesione alla definizione agevolata, (la rottamazione delle cartelle relative al periodo 2010-2016) ammontavano a oltre 600 mila unità nella parte finale del mese di marzo, gran parte delle quali avevano i requisiti per poter avere accesso alla possibilità.

Il dato, relativo sono ai soli casi trattati e al lordo delle sanzioni, permette a Equitalia di rimanere nella scia utile per l’ottenimento del target stimato: stando alla relazione tecnica del decreto fiscale di introduzione e ampliamento dei termini della rottamazione, infatti, il governo si attende almeno 7,2 miliardi di euro di incassi dall’operazione. Il presidente e amministratore delegato del gruppo per la riscossione ha dichiarato di essere “confidente che si raggiungerà almeno l’obiettivo contenuto nella Relazione tecnica”, senza escludere che si possa addirittura superare tale target. Per quanto concerne il gettito maggiore vero e proprio, la riscossione (rispetto al livello ipotizzabile senza rottamazione) aggiuntiva stimata è di 2,3 miliardi di euro per il 2017, e poi ancora 2 miliardi di euro il prossimo anno e quindi 800 milioni di euro nel corso del 2019, con un totale di 5,1 miliardi di euro in più.

Per quanto concerne i prossimi step previsti, ricordiamo che l’importo finale sarà comunicato al contribuente entro il 31 maggio 2017, in maniera tale che quest’ultimo possa effettuare il relativo pagamento nel rispetto del piano prescelto (in unica soluzione o a rate). Ricordiamo infine che chi ha aderito alla rottamazione potrà pagare l’intero importo residuo, senza le sanzioni e senza gli interessi di mora: per le multe stradali, invece, il risparmio è determinato dalla possibilità di evitare il pagamento degli interessi di mora e delle maggiorazioni previste dalla legge.