Sta crescendo, nel nostro Paese, l’attesa per le novità programmatiche, economiche e finanziarie. È infatti in calendario la riunione del Consiglio dei Ministri che dovrebbe licenziare il Documento Programmatico di Bilancio, che verrà poi inviato alla Commissione Europea, e che dovrebbe varare il disegno di legge di bilancio da presentare alle Camere entro il 20 ottobre.

Stando a quelle che sono le più recenti indicazioni fornite dal ministro per l’economia Padoan, in sede di audizione parlamentare sulla Nota di Aggiornamento al DEF, la manovra lorda sarà pari a 19,6 miliardi di euro, (di cui 15,7 miliardi di euro finalizzati a disattivare le clausole di salvaguardia).

Le coperture si fermeranno a 8,6 miliardi di euro, di cui 5,1 miliardi di euro da nuove entrate e 3,5 miliardi di euro dai tagli di spesa. I principali interventi espansivi riguarderanno maggiori spese a politiche invariate per 2,6 miliardi di euro (rinnovo contratto PA, missioni di pace, contratti di servizio), investimenti pubblici per 300 milioni di euro, nuove forme di tagli contributivi sulle nuove assunzioni per 338 milioni di euro e interventi per la coesione sociale (rafforzamento del reddito di inclusione, forse interventi sulle pensioni) per circa 600 milioni di euro.

Ricordiamo in proposito che venerdì scorso il governo ha approvato il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio, che prevede la riapertura dei termini della rottamazione delle carte ex Equitalia e L’estensione dello split payment a tutte le società controllate dalla P.A. Lo stesso decreto fiscale ha poi rifinanziato le missioni di pace per l’ultima parte del 2017, e ha introdotto la norma antiscorrerie sulle scalate e la riforma del golden power, oltre ad aver rifinanziato il fondo di garanzia per le PMI e previsto un nuovo fondo da 300 milioni di euro per il sostegno delle grandi imprese in crisi.