Tasse_01Sempre più spesso si parla di “baratto amministrativo”. Un termine sconosciuto ai più, che nelle recenti campagne elettorali amministrative è tuttavia tornato prepotentemente di moda, utilizzato come potenziale strumento di supporto per tutti coloro che si trovano in condizioni di difficoltà debitorie. Ma cosa è? E perché potrebbe essere utile (forse)?

Iniziamo con il ricordare che il baratto amministrativo è un meccanismo che consente ai comuni di concedere sconti ai contribuenti in cambio di prestazioni in natura. I beneficiari in genere sono delle persone fisiche contraddistinte da un Isee inferiore a una determinata soglia (molto variabile da comune a comune). Viene spesso richiesta anche una situazione di morosità incolpevole, al fine di evitare che lo strumento possa essere utilizzato volontariamente, con fini colposi.

Per quanto concerne i tributi interessati dal baratto amministrativo, almeno in linea teorica tale strumento può applicarsi solamente a tributi specifici collegati all’attività svolta per pagarli. Ad esempio, in cambio di uno sconto sulla Tari, si potrebbe chiedere di dare una mano a spazzare le strade, e così via. La realtà quotidiana sembra tuttavia prevedere una tendenza comunale molto diversa. Ovvero, i comuni stanno agendo anche su altre entrate, senza precisi vincoli di inerenza con le prestazioni richieste e fornite.

Insomma, la situazione in ambito italiano è molto varia in materia. Tant’è che in alcuni comuni è possibile utilizzare lo strumento del baratto amministrativo per poter pagare non solamente debiti che si sono formati in morosità contemporanee e successivamente all’approvazione di tale strumento, quanto anche il pagamento di tributi già scaduti. Si tratta però di una questione molto dibattuta e, oltre questo, dubbia alla luce del principio di indisponibilità e di irrinunciabilità ai crediti tributari.

E voi che ne pensate? Ritenete che il baratto amministrativo possa rappresentare un aiuto per tutti i contribuenti in difficoltà?