Anche se alcuni deumidificatori funzionano mediante refrigerazione, alcuni di loro – i più semplici e diffusi – operano “lavando” l’acqua dall’aria con un materiale che trattiene l’umidità. Una sorta di azione di “spazzolatura”, che produce sia l’assorbimento (dove l’acqua penetra direttamente in qualcosa) sia l’adsorbimento (dove l’acqua viene raccolta sulla superficie di qualcosa).

Ma come funziona esattamente un deumidificatore? Cerchiamo di spiegarlo in maniera più semplice, con una serie di passaggi conseguenti che riassumono quel che fa questo comune accessorio.

In primo luogo, l’aria dell’ambiente domestico viene aspirata dalla stanza attraverso un condotto: qui l’aria si muove oltre una grande ruota girevole fatta di materiale in grado di assorbire l’acqua e, dunque, può rimuovere l’umidità. L’aria viene poi aspirata da un ventilatore azionato da un motore elettrico e quella secca viene “scaricata” nella stanza.

La ruota che assorbe l’umidità ruota attraverso lo spazio dell’aria riscaldata da un piccolo condotto. L’aria sarà dunque aspirata da una ventola e da un motore elettrico simile a quello di cui sopra e l’aria calda e umida viene dunque espulsa attraverso un condotto di scarico.

Come ci si aspetterebbe, il tutto è controllato da termostati e sensori di umidità in modo da poter rendere la stanza calda e asciutta come si desidera, senza che si debba necessariamente attivare in maniera manuale questo elettrodomestico. L’uso di un semplice termostato e di elementi accessori conseguenti (come lo spegnimento automatico) sono scelti dal singolo produttore, che pertanto potrà mettere a disposizione dell’utenza interessata la più ampia gamma di alternative.