denaroI mercati hanno reagito in maniera contrastata alle novità provenienti dalle principali banche centrali mondiali (la scelta di invariabilità di tassi e quantitative easing da parte della Bce, e i discorsi di provenienza Fed che hanno ribadito la possibilità di un rialzo dei tassi ufficiali a settembre) – anche se i movimenti hanno riguardato più la curva UST e i mercati azionari che il mercato monetario, ove la probabilità implicita di rialzo rimane del 23 per cento soltanto.

Netto è stato inoltre il ribasso degli indici azionari statunitensi, seguiti questa mattina anche dal Nikkei e dagli altri indici asiatici. Sui mercati valutari il dollaro è risalito, riportandosi a 102,5 contro yen e a 1,123 contro euro.

Per quanto concerne l’area euro, la BCE darà ora responso sull’APP a dicembre. Rimsevics ha in tal proposito dichiarato che la BCE lavorerà alle possibili alternative per garantire un funzionamento ordinato dell’APP fino a dicembre e solo allora si saprà se la composizione verrà cambiata o meno. Rimsevics ha aggiunto che in ogni caso le azioni del Consiglio ed eventuali cambiamenti rimangono condizionati ad un sentiero di inflazione più debole rispetto alle stime dello staff di settembre (1,6 per cento nel 2018 da 0,2 per cento quest’anno). Coeuré ha dichiarato che la crescita della zona euro si è rivelata resiliente nel dopo voto britannico.

Insomma, la situazione appare ancora essere in continua evoluzione, e difficilmente prima del mese di ottobre si avranno elementi per poter anticipare le prossime mosse dell’istituto monetario.