Come noto, non è emersa alcuna sorpresa dall’annuncio sui tassi per la BCE dall’ultima riunione di politica monetaria, nel corso della quale l’Eurotower ha confermato invariati i livelli del corridoio e i target di acquisti per il quantitative easing. I tassi di riferimento rimangono fermi, con il tasso centrale (refi) allo 0,0 per cento, il tasso di rifinanziamento marginale a +0,25 per cento e quello sui depositi a -0,4 per cento. per quanto invece riguarda le misure non convenzionali il Consiglio di politica monetaria si è limitato a ribadire ancora una volta che “continuerà a condurre gli acquisti nell’ambito del programma di stimolo all’attuale ritmo mensile di 80 miliardi di euro sino alla fine di questo mese e che da aprile intende proseguire gli acquisti netti a un ritmo mensile di 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione”.

Per quanto invece attiene il futuro, per il momento rimane invariata anche la forward guidance per il livello dei tassi di interesse; se infatti alcuni analisti sul mercato avevano considerato la possibilità che il Consiglio decidesse di togliere il riferimento a una eventuale ulteriore limatura verso il basso per il tasso sui depositi, la BCE ha esplicitamente lasciato intendere come indicazione che i tassi possano mantenersi su “livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività”.

A nostro giudizio, difficilmente vi saranno novità anche nella riunione di maggio, mentre da quella immediatamente successiva è possibile che sul tavolo possano finalmente farsi strada, in modo esplicito, le discussioni sulla graduale rimozione degli stimoli.