Apple ha annunciato di aver chiuso il trimestre con utili pari a 20,1 miliardi di dollari, in aumento del 12 per cento su base annua, e con utili operativi pari a 26,3 miliardi di dollari. L’utile per azione è così stato pari a 3,89 dollari rispetto ai 3,86 dollari per azione che erano stati stimati dal consenso. I ricavi sono saliti a 88,29 miliardi di dollari, in crescita del 13 per cento e sopra le stime degli analisti, che invece indicavano 87,28 miliardi di dollari.

Per quanto concerne il suo principale successo commerciale, la società ha affermato che il numero di unità vendute in termini di iPhone è stata di 77,3 milioni, in calo dell’1 per cento rispetto agli 80 milioni attesi dal mercato. Tuttavia, il fatturato – grazie a prezzi medi unitari più alti – per tale divisione è stato pari a 61,6 miliardi di dollari, in aumento del 13 per cento, grazie all’aumento del prezzo medio pagato: in media il costo degli iPhone è salito al livello record di 796 dollari, (+15 per cento), grazie anche al prezzo base dell’iPhone X pari a 999 dollari.

Per quanto concerne il futuro a breve termine, gli analisti notano come l’outlook per il primo trimestre sia stato inferiore alle attese: sono infatti previste entrate per 60 – 62 miliardi di dollari rispetto a stime di 66,54 miliardi di dollari indicate, anche se occorre segnalare la minor dipendenza dalla divisione degli iPhone, grazie a una maggior diversificazione (un elemento accolto con particolare favore).

In tal merito, la divisione di servizi devices (+30 per cento nell’ultimo biennio) è salita del 18 per cento a 8,47 miliardi di dollari nel trimestre, arrivando a rappresentare il 10 per cento del fatturato.