vaccination-1215279_960_720L’Antitrust ha recente presentato una denuncia con la quale cerca di far chiarezza sui prezzi e sulla concorrenza nel settore dei vaccini. Attraverso la propria denuncia, l’Antitrust ha invitato le autorità mediche ad assumere delle posizioni maggiormente trasparenti e autonome sulle vaccinazioni da includere nel nuovo piano nazionale di prevenzione, e sui profili di “equivalenza terapeutica” tra i diversi vaccini che sono indicati per la stessa patologia.

Il tutto, nella considerazione che nel corso del periodo 2016 – 2018 appena cominciato, la spesa annua destinata ai vaccini sarà destinata a raddoppiare, passando dall’attuale soglia di 300 milioni di euro, al futuro controvalore di 600 milioni di euro: un incremento che non è solo figlio del maggiore costo che è legato alla fruizione di alcuni vaccini, bensì anche al fatto che sono in aumento le raccomandazioni delle vaccinazioni per gli italiani.

Più nel dettaglio, le criticità che sono state sollevate dall’Antitrust riguardano principalmente i dati che sono relativi agli appalti pubblici per il settore, sui quali vige ancora molta opacità. Le stazioni appaltanti sembra infatti che non siano fornite di strumenti informativi sufficientemente aperti, condivisibili e aggiornati. Inoltre, gli accordi che vengono sottoscritti sui prezzi dei vaccini non sono resi pubblici, rimanendo pertanto riservati e chiusi all’analisi pubblica. In aggiunta, segnala l’Antitrust, va sottolineata l’eccessiva suddivisione dei centri d’acquisto, che vengono diffusi praticamente in misura omogenea in tutta Italia, con una misura proporzionale che ne fa corrispondere quasi uno per ogni Azienda sanitaria locale. Un fenomeno che impedisce di poter aggregare la domanda, creando economie di scala e, quindi, abbattendo i costi che sono realizzabili all’interno dello stesso comparto.